Il recensore mascherato
Mestieri di scrittori PDF Stampa E-mail

mestieri_scrittori.jpgMestieri di scrittori di Daria Galateria

“Sono tutti dei ritratti a due facce”, dice Daria Galateria ai microfoni di Radio 1 (dove, per altro, ho scoperto che il suo cognome di pronuncia mettendo l’accento sulla i come in “gelateria”, e non sulla e, come erroneamente pensavo).

Ventiquattro tra gli scrittori più importanti del Novecento – tra cui Italo Svevo, Raymond Chandler, Jack London, Charles Bukowski, Colette, Franz Kafka, Antoine de Saint-Exupery, Jacques Prévert, Boris Vian – non si guadagnavano il pane con le Belle Lettere, anzi! Erano impiegati, postini, ingegneri, ma anche scaricatori di merci, cercatori d’oro, aviatori e quanto di più distante dal mestiere di scrittore.

Il libro, con lo stile fresco di una chiacchierata, in quattro/cinque pagine per autore, mostra ciascuno alle prese con un’occupazione stabile e spesso faticosissima.

Il dato che emerge dalla maggior parte di loro, però, è che il mestiere più faticoso fosse davanti alla macchina da scrivere a produrre letteratura. Perché, come aggiunge Daria Galateria nell’intervista radiofonica “...scrivere isola, scrivere è una cosa che si fa contro la vita, contro gli affetti, bisogna essere avari del tempo verso gli altri e chiudersi nelle proprie profondità.”.

 
Piattaforma PDF Stampa E-mail
piattaforma.gifPIATTAFORMA NEL CENTRO DEL MONDO
di Michel Houellebecq

L’amore visto da un uomo. L’amore legato alla sfera fisica, all’attrazione, ai sensi. Questo è l’amore che lega Michel, protagonista e Io Narrante, funzionario ministeriale, a Valèry, dirigente di una grande azienda di turismo.

Il sesso e la sua importanza: per superare il dolore – il viaggio in Thailandia dopo la morte del padre; per vincere la noia – delle persone che sono in viaggio con lui; per saldare il rapporto d’amore con Valèry – e non ricadere nella monotonia.

L’alchimia di amore e sesso sfrenato, che rende felici e vivi i protagonisti, diventa una ricetta da inserire nell’all inclusive dei pacchetti turistici dell’azienda in cui opera Valèry. Per essere più competitiva, per aumentare i guadagni, l’azienda deciderà di proporre questi pacchetti in Paesi istituzionalmente poveri, approfittando della prostituzione locale. A quest’apogeo negativo della società occidentale, risponderà chi non riesce a vedere nel nostro mondo un esempio di civiltà.

Definito cinico, o realista, a seconda delle opinioni, “Piattaforma” offre molti spunti di critica: all’Occidente capitalista, alla sua aridità, allo sfruttamento della prostituzione, all’Islam integralista e ai monoteismi in generale. Da leggere, anche se quest’anno e i prossimi quattro i francesi non ci andranno molto a genio.

 
Piccola guida per naufraghi con giaguaro e senza sestante PDF Stampa E-mail

piccolaguida.jpegPICCOLA GUIDA PER NAUFRAGHI CON GIAGUARO E SENZA SESTANTE di MOACYR SCLIAR

Si sa che agli italiani piace l’iperprolissità dei titoli, vedasi per esempio nel cinema: “Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda”, “Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica” fino a “Quando sei nato non puoi più nasconderti”. Lo stesso vale per le traduzioni dai titoli stranieri: così “Home alone” è diventato “Mamma ho perso l’aereo”, “Intolerable cruelty” è “Prima ti sposo e poi ti rovino” dei mitici fratelli Cohen, “Runaway bride” è “Se scappi ti sposo”, e via dicendo. Tuttavia mi chiedo come sia possibile che “Piccola guida per naufraghi con giaguaro e senza sestante” possa provenire da “Max e os felinos” (Max e i felini, in portoghese). Perché quando Moacyr Scliar, l’autore, scrisse il titolo, voleva proprio parlarci di cosa c’entrassero i felini nella vita di Max.

Di come una tigre impagliata e con gli occhi di vetro, nel negozio di pelli del padre, terrorizzasse il protagonista bambino che sognava il Brasile, chino sui suoi libri. Di come il Max ragazzo, in fuga dalla persecuzione nazista, si trovasse a condividere scialuppa, viveri e sorte post-naufragio con un giaguaro. Di come un misterioso puma, venuto dal passato, minacciasse la quiete finalmente raggiunta – in una grande tenuta proprio in Brasile, accanto a una donna indios – del Max adulto.

Tutto questo in poco più di cento pagine, spoglie, veloci, essenziali. Un romanzo che è come una favola, surreale e sottesa da un’invisibile paura. Max cresce, si forma, fa esperienze, teme, fugge. Ma non si può sfuggire al proprio passato, sembra volerci dire l’autore, e Max, incalzato da esso, finirà per affrontarlo. Chi vincerà? Ai lettori l’ardua sentenza.

 
Conan PDF Stampa E-mail

conan.jpegCONAN IL RAGAZZO DEL FUTURO THE INCREDIBLE TIDE di Alexander Key

Molti ricorderanno il cartone animato di Hayao Miyazaki “Conan”, approdato in Italia dalle lontane coste del Giappone nei primi anni Ottanta, dato che le repliche televisive si sono susseguite numerose nel corso degli anni. Opera ispiratrice della serie animata è proprio il libro in questione, il cui titolo italiano non nasconde la volontà di creare un collegamento con le nipponiche avventure in cartoon.

“The Incredible Tide”, l’incredibile ondata (titolo originale), oltre a suggerire collegamenti con la più recente storia orientale, parla di un pianeta Terra allagato a causa delle manipolazioni dell’uomo – per ragioni belliche – sulla natura e sulla fisica; Terra in cui vivono pochi sopravvissuti sulle altrettanto poche isole scampate al disastro; Terra che sta per essere dominata da un gruppo di fanatici dell’ordine e del controllo. Contro tale eventualità si oppongono uomini e donne che credono di poter costruire una società migliore, in speranzosa attesa dell’arrivo del Maestro – scienziato, uomo di cultura, “saggio”, ecc. – e di un nuovo giovane capo.

Opere come “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley (pubblicato nel 1932, lucida visione di un’umanità asservita al progresso), “Fahrenheit 451°” di Ray Bradbury (del 1953, “…drammatica e appassionata riflessione sul valore della cultura e della civiltà massmediatica.”) o “1984” di George Orwell (del 1948, sullo strapotere della televisione) sono libri veggenti, in grado di profetizzare il destino dell’uomo. “Conan il ragazzo del futuro” è uno di questi.

 
La comica tragedia o tragica commedia di Mr. Punch PDF Stampa E-mail

comicatragedia.jpegLa comica tragedia o tragica commedia di Mr. Punch

di Neil Gaiman e Dave McKean

Fotografie, spettacoli di burattini, ricordi d’infanzia. Tutto in un fumetto che non può essere definito tale, o si corre il pericolo di declassarlo. Il fumetto è la forma di partenza, il contenitore adatto per far coesistere due forme d’espressione, il disegno e la parola; ma qui il disegno si plasma in testo, la fotografia si sovrappone al disegno, la tempera alla fotografia, la fotografia intrappola istanti di una commedia – o tragedia – di burattini.

Il titolo è l’originale di quel Mr. Punch che la tradizione inglese porta avanti dalla seconda metà del Seicento, periodo in cui il contraddittorio personaggio, di nome Pulcinella, raggiunge il Regno Unito dall’Italia. Il furbissimo antieroe napoletano viene però invischiato con una cupa storia familiare, vista dai ricordi senza tempo di un bambino: immagini, flashbacks, fotografie sfocate. Il bambino, ormai adulto, vuole scoprire la verità sulle sue origini, sugli accadimenti di cui possiede alcune istantanee, mentali e non. Ad un tratto, finzione burattinesca e fumetto si fondono nel bambino dagli occhi distanti e tristi: la tragedia – o commedia – diventa reale. E le verità dell’infanzia vengono smentite, o confermate, mentre altre sono già irrimediabilmente perdute.

 
Pornografia PDF Stampa E-mail
pornografia.jpgPornografia di Witold Gombrowicz

Prima degli scandali su pornografie, pedofilie, ninfette, lolite varie  - e fortemente superiore a tutti questi - edito nel 1960 a Parigi e in Italia (solo nel 1986 in Polonia, patria dell’autore), Pornografia (“titolo ironico”, dice Gombrowicz) esalta il valore assoluto della giovinezza, della sua invidiabile imperfezione - contro la perfezione piena della maturità – e spensieratezza.
Un’elegante, impalpabile scia di erotismo occhieggia dopo poche pagine di veloce introduzione e notturno, misterioso viaggio del narratore e del suo socio in affari. Arrivati in un paese di campagna, i due si rendono subito conto, grazie al loro sottilissimo intuito psico-filosofico, dell’attrazione esistente tra due giovani, una ragazza di buona famiglia e un garzone che lavora per lei. A questo scopo mettono in atto un piano, nel tentativo voyeristico, ma nel senso di uno sguardo altamente penetrante la realtà, di fare accoppiare i giovani, creando situazioni teatrali e forzate.
Il libro intreccia Eros e Thanatos, amore e morte, nell’ennesimo connubio sotteso a una perversa seduzione. Due storie quindi, quella dell’eros, in cui le due coppie di adulti e giovani cercano di mescolare i loro mondi, e quella della morte, legata alla contingenza storica (l’occupazione tedesca), che diventa il trade union in grado di fondere i desideri delle due coppie.
Di pornografico qui c’è solo la realtà, messa a nudo fino alle viscere, fin nei suoi atomi, dall’eloquente retorica dell’autore.
 
Fiabe per robot PDF Stampa E-mail

fiaberobot.jpgFavole per robot di Stanislaw Lem

Pensiamo alle fiabe che si leggono da bambini, come quelle di Fedro o di La Fontaine (“La volpe e l’uva”, “Il lupo e l’agnello”), con le loro storie esemplari. Prendiamo quelle favole naufragate nella memoria e riempiamone l’anima di ingranaggi. Immaginiamo i re e le regine, i cavalieri e le principesse, gli eroi e i tiranni e diamogli una forma nuova. Trasformiamoli in robot metallici dai crani di cristallo, ricopriamoli di pietre e minerali, trasferiamoli su pianeti persi nello spazio, nell’immensità dell’universo o nelle oscurità oceaniche. Disarcioniamoli dai cavalli e facciamogli pilotare navicelle spaziali in mezzo al buio stellare. Ed ecco che si viene catapultati, tra geniali inventori e bizzarre creature, nella mitologia sputnikiana di Stanislaw Lem, nelle leggende dei robot ribellatisi all’Uomo, scritte per i robot delle generazioni successive. Dato alle stampe nel 1964, a un decennio dal Patto di Varsavia – che legava la Polonia, patria dell’autore, all’U.R.S.S. e a un mondo di censura – il libro, costellato di termini allusivi e surreali, affronta i temi della guerra, della tirannia, del potere – e dell’Uomo in relazione ad essi. Per umani con l’hobby del Meccano.

 
Più che umano PDF Stampa E-mail

piucheumano.jpgPiù che umano di Robert Sturgeon

Una nuova forma di vita costituita da cinque esseri umani collegati psichicamente. Cinque personaggi emarginati dal mondo, ognuno per un motivo diverso, ognuno a causa della propria peculiarità: un uomo mezzo idiota capace di percepire i sentimenti profondi delle persone, una bambina in grado di spostare gli oggetti col pensiero, due gemelline di colore col dono dell’ubiquità, un neonato down dall’intelligenza supersviluppata.

In un passato non troppo distante dal nostro, il nuovo Uomo cerca di sopravvivere, poiché soggetto, nelle sue parti, alle regole che sottostanno alla vita di ogni essere. Esso è il primo, ma non il solo, e, davanti agli interrogativi esistenziali e umani di sempre, dovrà fare delle scelte, che lo porteranno alla divisione. Cercare i pezzi mancanti e decidere di agire secondo dei principi, giusti o sbagliati che siano, diverrà allora il problema essenziale: dell’essenza, dell’esistenza, della vita stessa.

Vincitore dell’International Fantasy Award del 1953, “Più che umano” è uno di quei testi che salvano la fantascienza dai clichè connaturati al genere. Non robot che prendono il sopravvento sull’uomo, né guerre spaziali con armi mirabolanti, né viaggi astronautici ai confini dell’universo, ma un intenso, teso quadro delle scelte dell’uomo in rapporto al Bene e al Male.

 
Dedalus PDF Stampa E-mail

dedalus.jpgDEDALUS di James Joyce


Ritenuto il primo di un’ideale trilogia di memorie dublinesi (insieme a Gente di Dublino e Ulisse) e forse oscurato dalla fama di questi due, Dedalus si può considerare come l’autobiografia, o meglio l’autoritratto, del suo autore.
Il testo è un racconto distaccato e fedele dei primi vent’anni della vita di Joyce, o almeno così pare, perché i ricordi sono tutt’altra cosa dalla realtà, vengono influenzati dai nostri pensieri, dall’impatto che gli eventi hanno sulla nostra vita, dai sensi a cui sono legati.
Non a caso, le prime pagine sono delle pennellate rapide d’infanzia, in cui anche il linguaggio è quello di un bambino, dell’incoscienza, dell’ingenuità, dell’infantile essere legati al qui e ora.
Non a caso, proprio a metà del libro, ci sarà una lunghissima parte dedicata a una sorta di conversione dell’autore, un fortissimo cambiamento spirituale che scaturirà dalle parole di un predicatore.
Prima di queste, una grande inquietudine, l’incertezza dell’adolescenza, del dover imparare la vita. Dopo di esse, una sorta di serenità, seppur non gioiosa, di chi nel mondo è ormai entrato, di chi ha compiuto le proprie scelte, di chi ha deciso da che parte stare. Autobiografia sì, ma anche imperdibile romanzo di formazione.
 


 
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